La Provincia ha incontrato i sindacati: il 18 si inizia un lavoro con le associazioni datoriali per un progetto di “rafforzamento del sistema produttivo”.

creato da Ufficio Stampa
Info
ultima modifica 31/12/2020 00:00

Valuta la qualità complessiva di questo articolo. Grazie

1.0

Il Mise proroga l’accordo di crisi per la Val Vibrata al 2023: ci sono circa 10 milioni di euro da utilizzare. “Una buona notizia ma trattiamo sui bandi che questa volta devono aderire meglio alle esigenze del territorio” sostiene Di Bonaventura

Riunione in remoto ieri pomeriggio con le organizzazioni sindacali: all’interno del percorso avviato dalla Provincia per la programmazione pluriennale c’è anche uno spazio specifico dedicato alla ripresa economica e industriale. Raccogliendo e condividendo le riflessioni dei sindacati – all’incontro hanno partecipato Giovanni Timoteo della Cgil, Fabrizio Truono della Uil e Fabio Benintendi della Cisl – il presidente Diego Di Bonaventura e il consigliere delegato Lanfranco Cardinale ritengono che quello del “rafforzamento del sistema produttivo” sia un tema che vada sviluppato insieme alle associazioni datoriali e alle istituzioni che rappresentano un valore aggiunto in termini di ricerca e innovazione.

 

Una riflessione utile anche in vista della buona notizia arrivata dal Ministero dello Sviluppo che ha prorogato al 2023 l’accordo per l’Area di Crisi della Val Vibrata con un residuo di spesa di oltre 10 milioni di euro abbassando a 1 milione di spesa il tetto dell’importo dei progetti (in passato i bandi avevano un tetto minimo di 1 milione e mezzo).

 

Una buona notizia perché vi è la certezza che il finanziamento ottenuto per l’area di crisi, nel quale tanta parte ha avuto la Provincia di Teramo che per anni si è battuta per ottenerlo, rimane in Val Vibrata – commenta il presidente Diego Di Bonaventura – ma occorre dialogare sia con il Ministero sia con Invitalia perché un residuo così alto è la testimonianza che i precedenti bandi non erano adeguati rispetto alle esigenze del territorio. Dobbiamo evitare gli errori del passato e su questo confidiamo in una unanime visione con la Regione Abruzzo”.

“Nel rispetto delle competenze specifiche della Regione che su Lavoro e Impresa hanno una funzione chiara non vi è dubbio che così come abbiamo fatto con i Comuni per la programmazione pluriennale è certamente utile coinvolgere il mondo produttivo per fissare degli obiettivi, delle linee di indirizzo comuni: senza entrare nel merito specifico è evidente che con una crisi economica di queste dimensioni i finanziamenti che pure arriveranno non possono essere sprecati con misure non congruenti” dichiara Lanfranco Cardinale.

 

Su questo aspetto, nell’incontro di ieri hanno molto insistito i sindacati;  si è quindi concordato di convocare una prima riunione con le associazioni datoriali il 18 febbraio alle ore 10, in presenza, nella Sala Polifunzionale che assicura il distanziamento sociale.

 

“Fino ad oggi con la Provincia abbiamo seguito un percorso coerente – hanno sottolineato i sindacati – questo metodo ha avuto il merito di risvegliare un protagonismo del territorio: stabiliamo una linea di governance anche per il mondo produttivo, cerchiamo di camminare insieme facendo sintesi chiedendo un impegno specifico anche agli eletti perché è fondamentale il coinvolgimento dei consiglieri e dei parlamentari di questa provincia”.