Eileen Gray, la donna nuova del Novecento Ieri sera Teramo ha ospitato un “pezzo” del grande dibattito sull’architettura, le donne, gli spazi e le città. Fra i relatori il direttore della rivista “L’Architetto” il teramano Nicola Di Battista.

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pubblicato 10/03/2019 07:32

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Teramo 9 marzo 2018. Architettura, arte dell’abitare ma anche della pianificazione di quelle condizioni ambientali e sociali che fanno da collante alla comunità e ai suoi progetti di sviluppo e ieri sera un “pezzo” del dibattito nazionale e internazionale sul presente e sul futuro dell’architettura  ha visto come palcoscenico la Provincia con ospiti di indubbia autorevolezza.

 

Nella Sala consiliare, in occasione della Giornata internazionale della donna e su iniziativa della Commissione Pari Opportunità della Provincia e della Cpo degli Architetti di Teramo si è svolto il convegno molto partecipato dedicato alla figura di Eileen GrayLa donna nuova del novecento”. Architetta di riferimento del ’900 anche se poco conosciuta ai più, con una storia personale e professionale di altissimo profilo e decisamente fuori dagli schemi: sono suoi molti degli oggetti di design di uso comune che ancora oggi vengono riprodotti e venduti in tutto il mondo.

 

Sul rapporto fra donne e architettura si sono soffermate le fondatrici di ADA Associazione Donne Architetto, le fiorentine Cristina Bardelloni e Fulvia Fagotto mentre a Gisella Bassanini (già docente di progettazione partecipata al Politecnico di Milano e studiosa della Gray) il compito di raccontare la storia e le molte sfumature professionali di Eileen Gray, irlandese di nascita, designer d’avanguardia, ma soprattutto, una donna libera del secolo scorso. Stiamo parlando di autonomia di pensiero, autosufficienza, indipendenza lavorativa e libertà sessuale. Tutti aspetti complicati se si pensa al luogo e alla data di nascita (Enniscorthy, 9 agosto 1878) di questa progettista d’eccellenza.

 

Fra gli aneddoti quello riguardante Le Corbusier che, per ragioni poco chiare (rivalsa amorosa? Invidia professionale?)  “profanò” con un suo disegno  gli interni della E.1027: una villa moderna sulla scogliera di Roquebrune-Cap-Martin, in Costa Azzurra, progettata dalla designer per il compagno architetto Jean Badovici.

Una vera e propria lectio magistralis quella di Nicola Di Battista, già direttore di Domus, oggi della rivista “L’ Architetto”, figura di riferimento nel mondo dell’architettura europea, docente di progettazione all’università di Cagliari, teramano di origine. Di Battista, che ha fatto della ricerca il timbro della sua esperienza professionale, ha raccolto le numerose sollecitazioni con una relazione che ha disegnato “l’arte” della progettazione inserendola nel contesto collettivo e sociale “guai a parlare solo di creatività” raccontando le storie di avanguardia di grandi architette.

 

A fare da cornice sapiente gli interventi di donne amministratrici e professioniste: l’assessora al Governo del territorio, Stefania Di Padova, la consigliera provinciale alle Pari Opportunità, Ambra Foracappa, la vicesindaca di Teramo, Cristina Marroni. Comprensibile soddisfazione per la qualità dell’iniziativa è stata espressa dal presidente dell’Ordine degli architetti, paesaggisti e conservatori, Raffaele Di Marcello.

Una platea attenta e grata alle promotrici: Tania Bonnici Castelli della CPo della Provincia e Ombretta Natali della Cpo dell’Ordine degli Architetti che sono state il motore di una iniziativa che ha registrato oltre un centinaio di partecipanti rimasto ad ascoltare fino alle otto di sera gli interventi proposti.

Da citare l’omaggio musicale a Eileen Gray e alla sua Irlanda con il duo “Tiberini-Nardi”